Brexit, il Parlamento sarà chiamato a ratificare

Come era ampiamente atteso, qualche giorno fa la Corte Suprema britannica ha confermato che il Parlamento deve approvare l’avvio della procedura di recesso dall’Unione Europea, respingendo così il ricorso del governo britannico che riteneva di poter agire in completa autonomia. Di contro, la Corte Suprema ha comunque confermato che non è necessario ottenere il via libera dai parlamenti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Ad ogni modo, non ci sono praticamente dubbi che il Parlamento procederà con l’approvare la richiesta del governo di poter dare il via alle negoziazioni di uscita dall’Unione Europea con le proprie controparti, considerando che anche il leader dei laburisti (che teoricamente dovrebbe essere quello più oppositore alla Brexit) ha detto di attendersi che i suoi deputati votino a favore. Difficilmente, infatti, uno schieramento politico potrebbe assumersi ora la responsabilità di “andar contro” alla decisione popolare, andando così a delegittimare la volontà espressa lo scorso anno.

A proposito di Unione Europea, si registra anche la dichiarazione di Praet, membro della Banca Centrale Europea, teoricamente piuttosto “colomba” in faccende di politica monetaria, già espresso con toni fermi sulla direttiva per la risoluzione bancaria e le regole sul bail in definendolo come abbastanza flessibili. Praet ha ora aggiunto, secondo quanto ricorda la stampa internazionale, che va concordata quanto prima una tempistica per completare l’unione bancaria ed in particolare il terzo pilastro con l’introduzione di garanzie pubbliche comuni. In proposito di dichiarazioni da parte dei membri BCE, si registrano infine quelle di Makuch, che ha affermato come la BCE possa modificare altri parametri del quantitative easing se necessario e che il programma di acquisti non verrà concluso fino a quando la BCE non vedrà un aumento sostenuto e durevole dell’inflazione core.

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