FOMC, ecco cosa contengono gli ultimi verbali

iphone-6-plus-638374_960_720I verbali della riunione del FOMC di novembre, pubblicati nella giornata di ieri, confermano che, anche prima delle elezioni statunitensi, il Comitato di politica monetaria della Fed era favorevole a un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati, senza naturalmente indicare una data di riferimento. Una valutazione positiva dello scenario e i rischi “bilanciati” per una “sostanziale maggioranza” dei partecipanti hanno poi spinto a ritenere decisamente appropriata una modifica dei tassi “relativamente presto”, con il mese di dicembre che, implicitamente, diviene ancor di più centrale.

Un altro degli argomenti a favore di una mossa a dicembre era inoltre quello della credibilità della Banca centrale, dato che da tempo la retorica di Consiglieri e FOMC aveva segnalato che un rialzo era vicino. Visto l’esito del voto di novembre, scontato il fatto che alcuni partecipanti abbiano sostenuto il caso per un rialzo alla riunione di novembre (due i voti dissenzienti), giustificato dal miglioramento dei dati e dalla continua riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.

Del resto, l’ulteriore evoluzione dei dati e degli eventi rende meno interessati e datate le sfumature del dibattito riportato dai verbali: se infatti le statistiche macro sono state omogeneamente forti, il maggior punto di incertezza per lo scenario futuro sta nell’evoluzione della politica fiscale ed economica a seguito della elezione di Trump. Proprio la promessa del neo Presidente di nuovo stimolo fiscale rende più probabile un rialzo dei tassi dicembre che è ormai scontato come quasi certo anche dai mercati. Più complesse saranno le decisioni riguardo al ritmo dei successivi movimenti dei tassi e soprattutto la gestione della strategia di comunicazione per il FOMC.

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