In Germania nessuno vuole gli spot pubblicitari

concert-336695_960_720Secondo quanto afferma una recente analisi, in Germania nessuno – o quasi – vuole gli spot pubblicitari. E secondo l’80 per cento del campione intervistato, si sarebbe disposti a spendere fino a 1,5 euro per poter guardare la televisione senza avere l’intoppo degli spot pubblicitari all’interno di trasmissioni, film, documentari, eventi sportivi, e così via.

Naturalmente, tra il dire e il fare – è il caso di dirlo – c’è di mezzo il mare (di pubblicità). In Germania, ad esempio, il 46 per cento del fatturato pubblicitario riguarda proprio la tv, mentre ai quotidiani va il 17 per cento, ai periodici l’11 per cento, all’online il 10 per cento. Le imprese tedesche investono inoltre in misura crescente in pubblicità, con un impiego che è passato dai 16,6 miliardi di euro del 2002 (l’anno in cui è nata la valuta unica europea) ai 29,2 miliardi di euro dello scorso anno.

Insomma, se le tv pubbliche – così prevedeva la proposta – dovessero abolire la pubblicità, è possibile che il tutto vada a vantaggio delle emittenti privati.

Eppure, a ben vedere, la regolamentazione della pubblicità all’interno della tv tedesca è già più “severa” della nostra. Sia sufficiente ricordare che, ad esempio, non sono previsti spot pubblicitari all’interno di una diretta sportiva. Inoltre, gli inserzionisti sembrano essere molto attenti a non esagerare: il 47 er cento del campione di un recente sondaggio dichiara di innervosirsi per le pubblicità in televisione, il 10 per cento gradisce poco la pubblicità alla radio, il 3 per cento non la gradisce nei giornali. A non essere gradita, per il 19 per cento, è anche la pubblicità che si trova nella cassetta postale, per il 21 per cento quella online.

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