Infezioni ospedaliere e prevenzione

anticorpiLe infezioni ospedaliere sono quelle che i pazienti sviluppano durante il ricovero in un nosocomio, o in una qualsiasi casa di cura; alcune si presentano nel periodo in cui ci si trova nella struttura, altre volte si manifestano dopo il rientro a casa. La diffusione di queste infezioni è abbastanza ampia, e a volte può avere l’andamento di una vera e propria epidemia. In moltissimi casi le infezioni ospedaliere sono dovute a batteri che si sviluppano in modo anomalo, a causa di una serie di fattori.

I fattori predisponenti

sono varie le motivazioni che portano allo sviluppo delle infezioni ospedaliere. In alcuni casi si tratta di problematiche correlate direttamente alla vita in comunità, dalla diffusione di batteri all’interno dei nosocomi, partendo da alcune particolari categorie di pazienti. Nella gran parte dei casi infatti le persone affette da infezioni ospedaliere sono affette anche da malattie croniche, hanno subito un trapianto, hanno qualche patologia che ne causa l’immunodeficienza; in altri casi si tratta di neonati o di anziani, con sistema immunitario già compromesso. L’elevato utilizzo di antibiotici causa, soprattutto negli ospedali, la diffusione di batteri resistenti a questi farmaci, particolarmente difficili da debellare. Può anche capitare che le infezioni siano prodotte da batteri che normalmente vivono all’interno del corpo umano, come ad esempio la Klebsiella pneumoniae, un batterio che fa parte della classica flora delle mucose dell’apparato respiratorio.

Come si diffondono

Buona parte dei batteri hanno una dispersione per via aerea: all’interno di un qualsiasi ospedale basta un singolo paziente affetto da un’infezione da batteri resistenti a dare il via ad un’epidemia. In altri casi invece la causa del contagio è varia, si va dalle mani dei sanitari, non igienizzate correttamente, fino alle attrezzature mediche, come cateteri o apparecchiature per la respirazione assistita. Alcune infezioni da batteri resistenti che si sviluppano in ospedale hanno purtroppo una diagnosi infausta, anche nel caso in cui siano diagnosticate in modo corretto e rapido. Nel caso della polmonite da Klebsiella, ad esempio, la mortalità è particolarmente elevata, e il lasso di tempo tra il momento in cui il batterio comincia a svilupparsi in modo anomalo, fino al progressivo deteriorarsi dello stato di salute del paziente affetto è veramente breve, anche di pochi giorni. Il metodo migliore per evitare che queste infezioni siano letali consiste nella prevenzione, che passa attraverso il miglioramento dell’igiene, a tutti i livelli. Anche il semplice gesto di disinfettare le mani può risultare in un elevato miglioramento della situazione.

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