Inflazione italiana, dati in linea con le attese

Nessuna sorpresa per la stima finale dell’inflazione italiana, che nel corso del mese di dicembre è riuscita a crescere dell’1,0 per cento anno su anno e si conferma dunque in rallentamento di un decimo di punto percentuale rispetto al dato di 1,1 per cento anno su anno che era stato rilevato nel corso dell’aggiornamento al mese di novembre. Più bassa è invece risulta essere l’inflazione di fondo, con la componete al netto degli energetici e degli alimentari freschi che si attesta a 0,4 per cento anno su anno e la misura sterilizzata dei soli beni energetici che rimane in crescita a +0,6 per cento su base annua, esattamente come rilevato nel corso del mese precedente.

In termini di contributo delle singole componenti l’incremento mensile dei prezzi alla produzione è determinato da un balzo di +2,5 per cento su base mensile per il settore dei trasporti, cui si accompagna quello degli energetici non regolamentati (in rialzo di +0,6 per cento mese su mese), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4 per cento) e degli Alimentari non lavorati (+0,3 per cento).

Spostandoci dall’altra parte dell’Oceano, ma rimanendo sempre nell’ambito degli aggiornamenti macro economici, rileviamo come negli Stati Uniti l’indice di fiducia Empire della NY Fed che misura l’andamento dell’attività manifatturiera nell’area di New York abbia stupito gli analisti al ribasso, con un dato che nell’aggiornamento del mese di gennaio parla di 17,7 punti (in calo di -1,9 per cento mese su mese) contro aspettative di 19 punti. Ad ogni modo, nel contempo i valori di dicembre sono stati però rivisti al rialzo a 19,6 punti contro i 18,0 punti precedentemente stimati.

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