Italia, calo dei prezzi al consumo

nutrizioneStando alle ultime informazioni fornite dall’Istat, in Italia a giugno, i prezzi al consumo sono scesi di un decimo di punto percentuale secondo quanto affermato dall’indice nazionale e di due decimi di punto percentuale in base all’armonizzato UE.

L’inflazione annua è di conseguenza calata per il secondo mese consecutivo, in entrambi i casi a 1,2 per cento (da un precedente 1,4 per cento sul NIC e 1,6 per cento sull’IPCA). Stando a quanto è possibile evidenziare, la contrazione del dato sembra essere dovuta ai ribassi, entrambi probabilmente transitori, delle componenti non-core: alimentari ed energia (viceversa, l’inflazione di fondo è salita a 0,9 per cento da 0,7 per cento).

Il calo dei prezzi alimentari (che ha fatto scendere in misura decisa, a 0,7 per cento da 1,6 per cento, il cosiddetto “carrello della spesa”) è invece spiegato pressoché interamente da fattori stagionali (oltre che dalla ulteriore correzione dopo i rincari di inizio anno). In particolare, nell’ipotesi dell’energia, è possibile che la flessione delle quotazioni internazionali vista negli ultimi mesi non sia destinata a ripetersi nel resto dell’anno.

A questo punto, sulla base delle indicazioni fornite dai principali analisti finanziari, è possibile ribadire la possibilità che l’inflazione possa muoversi in un range piuttosto ristretto nella seconda metà dell’anno, tra 1,1 per cento e 1,4 per cento. Sulla base di quanto avvenuto a giugno, con dati che sono risultati essere inferiori alle attese, la stima media annua è stata rivista da ISP a 1,3 per cento nel 2017 e 1,4 per cento nel 2018, senza che vi siano particolari pressioni sull’inflazione di fondo, che dovrebbe attestarsi a 0,8 per cento in media nel 2017, salvo riallinearsi all’indice generale (a 1,4 per cento) nel 2018.

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