La storia di Lance Armstrong rivive nella pellicola The Program

the programLa storia di Lance Armstrong rivive in una pellicola. Il regista Stephen Frears, ha voluto esplorare i due volti di un ciclista che ha sicuramente scritto (nel bene e nel male) il suo nome nella storia del ciclismo mondiale. Ma andiamo ad analizzare questo nuovo film, uscito per altro solo l’8 ottobre scorso.

Il regista Stephen Frears ha voluto esplorare la storia di Lance Armstrong riproponendo sul grande schermo non il classico biopic, ma un crime story dalle tinte forti.

Già, perchè questo ciclista (come ha ammesso il regista) ha due anime che lottano per il bene o per il male. Non a caso, dopo 7 Tour de France, una battaglia contro il cancro, e una rinascita sportiva e personale, Lance è salito (purtroppo) sul bancone degli imputati per quello che è stato definito come “il programma di doping più sofisticato nella storia dello sport”.

Aiutato dal medico sportivo italiano Michele Ferrari, Lance è riuscito ad ideare un sistema davvero inquietante e pericoloso. Il regista stesso, poco prima delle riprese, si è imposto di non contattare il protagonista, in quanto avrebbe potuto pronunciare una serie di bugie per discolparsi.

Al contrario, l’attore Ben Foster ha cercato di mettersi in contatto più volte con lui, ma senza riuscirci. E per entrare di più nella parte ha sperimentato sulla sua pelle il doping: “Ho macinato chilometri in sella e mi sono dopato, sotto controllo medico. Volevo avere il polso di ciò che avrei rappresentato. Le droghe funzionano, il mio corpo è cambiato radicalmente. Il problema è smettere di assumerle. Io ho impiegato un po’ di tempo.”

Di sicuro, The Program è destinato a far discutere, e non solo per la storia in sè. Stephen Frears, infatti, ha ammesso che in Lance Armstrong convivono da sempre Mr Jackyll e Dr Hide. Quale figura, alla fine, prevarrà sull’altra?

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