Petrolio poco mosso in vista della riunione OPEC del 30 novembre

Nel comparto delle materie prime il petrolio appare essere poco mosso, con gli investitori che evidentemente stanno aggiustando le proprie posizioni in vista dell’evento più importante di questa parte finale d’anno, rappresentato dalla riunione OPEC del 30 novembre.

In quella occasione OPEC e Russia dovrebbero concordare un allungamento dei tagli attualmente in vigore, probabilmente senza modificarne la dimensione e, dunque, confermando il volume che è attualmente in essere.

I dubbi sulle prospettive di crescita della domanda da parte dell‘IEA si tramutano intanto nel taglio delle previsioni di crescita della domanda di 100.000 barili al giorno sia per il 2017 che per il 2018. La richiesta nel 2018 sarà probabilmente di 1,3 miliardi di barili al giorno: il rallentamento della domanda sta implicando, secondo gli analisti, che il consumo mondiale potrebbe non superare, come invece atteso, la soglia dei 100 milioni di barili l‘anno.

Il dossier IEA si contrappone all‘aggiornamento dell‘OPEC che, invece, ha stimato per il 2018 un forte aumento della domanda. Ad ostacolare il comparto petrolifero c’è anche il rialzo della produzione proveniente dagli USA, che si attesta alla cifra record di 9,65 milioni di barili giornalieri, mentre le riserve sono aumentate per la settimana consecutiva, sia secondo i dati forniti da API che secondo i dati forniti da EIA.

Il ritorno alla redditività dello shale-oil, visto il rialzo delle quotazioni, potrebbe tuttavia rappresentare un ostacolo in vista del meeting OPEC del 30 novembre. I tagli dell’output in corso, da parte dell’OPEC insieme alla Russia, stanno sostenendo lo scenario positivo di fondo, nonostante

l’aumento della prudenza degli operatori.

 

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