Referendum costituzionale, ecco la reazione dei mercati

calculator-385506_960_720I mercati azionari europei hanno reagito in modo tutto sommato molto composto all’esito del referendum italiano, anche se l’effetto più evidente risulta quello di un aumento della volatilità sui listini. Sintomo che, probabilmente, gli stessi mercati davano già da tempo come scontato un esito negativo della proposta di modifica della carta costituzionale, prevedendo altresì che in un simile caso il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarebbe andato al Quirinale a rassegnare le dimissioni.

I principali indici registrano generalizzati rialzi, con il solo FTSEMIB che si mostra in controtendenza dopo essere però arrivato anche a guadagnare oltre un punto percentuale. L’indice mostra comunque la tenuta dell’area supportiva posta a 16.700-16.600 punti, anche se le forti pressioni in vendita sui titoli Bancari potrebbero condurre alla perdita di tali livelli. Occorrerà adesso valutare le risposte istituzionali per cercare di dare maggiore tranquillità al mercato e soprattutto al sistema creditizio, alle prese con difficili ristrutturazioni come quelle della Banca Monte dei Paschi di Siena. I mercati sembrano adesso spostare molto l’attenzione alla riunione della BCE di giovedì, fiduciosi di un annuncio sul prolungamento del programma di acquisto titoli.

Dunque, dando oramai per digerito quel che è avvenuto sul fronte referendario, gli occhi sono puntati prevalentemente sulle decisioni che la Banca Centrale Europea assumerà nel meeting di giovedì e, secondariamente, su quel che potrebbe accadere in Italia sul fronte della risoluzione dell’attuale stallo. Tra la possibilità di un governo di transizione a guida Grasso, Padoan o Del Rio, o la possibilità di una fase di stallo fino a imminenti elezioni, le differenze sono notevoli e tangibili. Già tra domani (riunione del Pd) e la settimana prossima, dovrebbe tuttavia essere chiara la direzione che verrà presa.

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