Titoli di Stato, 2016 positivo per l’area euro

Ora che sono trascorse alcune settimane dalla sua fine, è lecito poter ricordare come il 2016 si sia chiuso con un saldo annuale che vede una prestazione positiva per la maggior parte dei paesi dell’area euro. Il primo posto spetta al debito greco ancora in circolazione, che in virtù dell’avanzamento del programma di aiuti al Paese (per quanto non certamente agevole e non certamente privo di intoppi) è riuscito a mettere a segno un recupero di oltre il 15 per cento rispetto alla chiusura del 2015, un altro anno che non sembra essersi concluso con una riappacificazione tra gli investitori e il comparto.

Di contro, fanalino di coda risulta il Portogallo, con un ritorno totale di circa il -2 per cento. In questo caso, la prestazione negativa sembra essere determinata principalmente dall’appesantimento da un quadro debole sia dal punto di vista politico che da quello fiscale. In termini di movimento di curva si è registrato, per i principali paesi dell’area, un irripidimento della pendenza che ha visto penalizzati i bond con le scadenze più lunghe.

Concentrandosi sul mercato italiano, il BTP a 2 anni risulta a fine 2016 più basso di circa 15 punti base rispetto a un anno fa e il decennale invece 20 punti base più alto; ampio è stato anche l’allargamento dello spread che nell’ultima seduta del 2015 trattava poco sotto i 100 punti base.

Il 2017 si apre con tante incertezze e tante aleatorietà. Vedremo nelle prossime settimane se il clima intorno ai titoli di Stato dell’area centrale e periferica rimarrà favorevole per le nuove emissioni e per il mercato secondario…

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