Addestrare un cane: i principali fattori di rischio

agility dogIl cane è il miglior amico dell’uomo recita un noto proverbio popolare, e vien difficile dargli torto dal momento in cui buona parte di noi è titolare di un animale domestico a cui, peraltro, è anche particolarmente affezionato.

In virtù di ciò, c’è chi vuole spingersi oltre ed imparare ad addestrare un cane in maniera tale da farselo più amico che mai o anche solo per il piacere di poterci interagire con maggiore facilità: ma oltre alle comuni regole previste per tenere un buon addestramento, ci sono anche dei cosiddetti “fattori di rischio” da considerare e che potrebbero compromettere una prosecuzione ottimale dei lavori. Vediamone i principali.

Come primo elemento, uno dei più importanti fattori di rischio di cui occorre tener conto quando si vuole addestrare un cane è quello legato all’attaccamento patologico: se l’affetto che l’animale nutre nei confronti del proprietario è tale per cui risulti impensabile un’eventuale separazione, sarà piuttosto difficile riuscire ad allontanarlo anche solo per un po’. E se a ciò aggiungiamo anche delle esperienze negative che il cucciolo potrebbe aver subito in età precoce o degli eventi traumatici accaduti poco tempo prima, ecco che la situazione tenderà a complicarsi ancor di più.

Se vogliamo addestrare un cane, inoltre, dobbiamo altresì considerare a che tipo di razza appartiene: alcune tipologie di razze sono più indipendenti (o, al contrario, più morbose) di altre. Ciò vuol dire che l’addestramento ha serie possibilità di venire influenzato da cause di tipo genetico.

Addestrare un cane nella maniera più ideale implica quindi un piccolo ma grande insegnamento di fondo: quello di educare l’amico a quattro zampe al concetto di indipendenza. Un’autonomia che, attraverso metodi ad hoc, nonché utilizzando il sistema dei premi, dovrà chiaramente essere vincolata e modellata in maniera tale da non trasformarsi in pura anarchia!

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