Cosa sono i futures sugli indici

I futures sugli indici si basano sulla direzione attesa del valore di indici quali l’indice S&P 500 e l’indice New York Stock Exchange Composite. Si tratta di futures di categoria “particolare” rispetto agli altri, considerato che non vi sono materia prima, azione o obbligazione sottostante, con questi contratti a termine, bensì degli indici di Borsa. Ne deriva che, teoricamente, qualsiasi differenza in questi contratti deve essere risolta con il buon vecchio denaro contante!

Un’altra caratteristica che può contraddistinguere questi strumenti finanziari è che di norma l’effetto leva è piuttosto elevato su tale tipologia di futures. Ad esempio, un contratto Dow Jones Industrial Average può arrivare ad avere un valore anche pari a 10 o 20 volte il valore dell’indice DJIA sottostante. I contratti future su indici più piccoli, noti collettivamente come e-minis, sono destinati a singoli  trader:  questi mini contratti sono disponibili per indici quali l’S&P 500, il NASDAQ 100, l’S&P mid-cap o il Russell 2000, o anche per indici tipicamente europei. Il loro rispettivi valori individuali variano da 20 volte a 100 volte quelli del parametro indici sottostanti.

Ne deriva che, ad esempio, il contratto S&P 500 e-mini è 50 volte il valore dell’S&P 500. In altre parole, se un trader prende una posizione nel contratto S&P 500 e-mini, ogni volta che l’indice S&P 500 sottostante si muove di un punto, il valore di un contratto S&P 500 e-mini cambia di 50 dollari. Un altro modo di pensare a questo proposito è che per ogni 0,25 punti, il valore del contratto S&P 500 e-mini cambia in base a 50 centesimi. Se prendete una posizione lunga nel contratto S&P 500 e-mini quando il contratto S&P 500 e-mini sottostante è a 1.000, e l’indice si sposta a 1.010, avete dunque un profitto di $500. Di contro, il trader che ha preso l’altro lato di questa operazione, la posizione short, è esattamente nella condizione opposta, perdendo 500 dollari.

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