Il concetto dell’effetto leva

finanza borsaPer operare in borsa non si ha necessariamente bisogno di disporre di grandi disponibilità di capitale. Vi sono dei meccanismi che consentono di poter investire del denaro che in realtà non si possiede. Come è possibile questo? Con uno strumento che viene definito ‘effetto leva’!

Il concetto fondamentale della leva finanziaria è quello che il trader ha la possibilità di fare investimenti che superino il capitale a disposizione con la conseguenza di amplificare guadagni o perdite.

Facciamo degli esempi pratici ponendo il caso di un investimento della durata di un anno. Ma prima di procedere con gli esempi pratici, vi invito a consultare questa pagina della guida online che approfondisce il concetto dell’effetto leva: http://www.miglioriforexbroker.com/guida/effetto-leva.php.

Se si dispone di un capitale pari a 1.000€ che vogliamo investire per intero ed il cui controvalore è pari a 1.000 euro, se questo investimento ha generato un profitto pari al 10%, avremo ottenuto un guadagno di 100 euro, ed il nostro capitale sarà aumentato e sarà ora pari a 1.100 euro, qunidi con un ritorno sul capitale impegnato del 10%.

In questo esempio che abbiamo visto, la leva è pari a 1, perché la somma investito di 1.000 euro è esattamente la somma del capitale disponibile, pari a 1.000 euro.
Facciamo l’ipotesi di avere un capitale pari a 100 euro, ma di poter investire per un controvalore pari a 1.000 euro, impegnando solo la somma di 100 euro, e ipotizziamo che il rendimento dell’investimento sia del 10%, pari a 100 euro. Il capitale che ora abbiamo è pari a 200 euro, abbiamo ottenuto pertanto un ritorno del 100% sul capitale impegnato.
Salta subito all’occhio come la leva in questo esempio sia maggiore rispetto al primo caso, essendo l’ammontare investito (di 1.000 euro) 10 volte superiore al capitale di cui si dispone, pari a 100 euro. In questo caso parliamo di 
leva, pari a 10.

C’è da considerare che gli effetti della leva finanziaria riguardano anche la perdita e non solo il guadagno. Facciamo un altro esempio per spiegare meglio cosa si intende.

Poniamo il caso di avere un capitale pari a 1.000 euro e di volerlo investire tutto per intero. Il controvalore dell’investimento è pari a 1.000 euro. Ipotizziamo che l’investimento si concluda con una perdita pari al 10% sul controvalore investito, in questo caso avremmo perso 100 euro ed il nostro capitale scenderà a 900 euro.
Questo significa che una perdita del 10% sul controvalore investito rappresenta una perdita del 10% del nostro capitale.

Facciamo ancora un altro esempio e supponiamo di avere un capitale di 100 euro e di investire per un controvalore pari a 1.000 euro utilizzando una leva pari a 10. Anche in questa occasione se l’investimento termina con una perdita del 10% sul controvalore investito, avremmo perso 100 euro, delapidando tutto il capitale che avevamo inizialmente. Dobbiamo dedurre che una perdita del 10% sul controvalore investito, con una leva pari a 10, si traduca in una perdita del 100% del capitale posseduto.

Quando l’investimento ha un esito positivo esso produrrà maggiori profitti in virtù dell’effetto moltiplicativo, al contrario un investimento fallimentare causerà una perdita maggiore rispetto alla somma che avremmo perso se avessimo utilizzato il capitale realmente disponibile.

Non sottovalutiamo, inoltre, il rischio di un andamento imprevisto e negativo con l’impiego di una leva finanziaria elevata, condizioni che possono anche causare la perdita del capitale.

Nasce spontanea la domanda “come si fa ad investire per un controvalore di 1.000 euro, avendo a disposizione un capitale pari a 100 euro”.

Come usufruire della leva finanziaria?

Vi sono due modalità per poter usufruire della leva finanziaria:

La prima consiste nel farsi prestare una parte del capitale dal proprio broker finanziario, attraverso la marginazione, una modalità di negoziazione.

Il secondo prevede che si utilizzino degli strumenti finanziari già caratterizzati dalla leva, come ad esempio i derivati (opzioni o futures), che in pratica derivano il loro valore da altri prodotti finanziari. Non si tratta di titoli che hanno un loro valore ed il titolo, la cui quotazione conferisce valore al derivato, prende il nome di sottostante.

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