I Lego incitano alla violenza?

lego-615239_960_720Probabilmente pensate che non ci sia nulla di più lontano dalla violenza che i mattoncini Lego, ma secondo una recente ricerca condotta da un team di ricercatori neozelandesi, e pubblicata sull’ultimo numero di PlosOne, non è esattamente così.

Secondo i ricercatori, infatti, i prodotti Lego avrebbero subito una graduale mutazione, e oggi non sarebbero più “innocenti come prima”. Per poter comprendere in maggior dettaglio che cosa stimano gli analisti, vengono portati a sostegno due argomenti apparentemente inconfutabili: ma quali sono?

La prima teoria è legata al 1978, anno in cui arriva sugli scaffali la prima serie di armi e un castello fortificato: da quel momento in poi, c’è stato un incremento del 30% delle scatole con armi. La seconda teoria è invece legata ad un’analisi, effettuata su un campione di oltre 160 persone, di età compresa tra 15 e 54 anni, su 1.500 immagini pubblicate nei cataloghi Lego. Ebbene, secondo la ricerca il 40% degli scsenari proposti esprimerebbero forme di violenza fisica, pressioni, minacce, violazioni, con uno sviluppo di quasi un quinto ogni anno.

Naturalmente, c’è anche chi non la pensa come i ricercatori neozelandesi, ricordando che non bisogna confondere la violenza con la rappresentazione della violenza, e ricordando altresì che in origine Lego non era che un gioco di costruzioni, ma che poi il marchio ha sviluppato una narrazione intorno al gioco, introducendo temi e personaggi. Non si tratta pertanto di una incitazione alla violenza, bensì di uno stimolo narrativo che può educare il bimbo. Giocare alla guerra, d’altronde, non è come fare la guerra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.