Piano flessibilità pensioni, quali novità?

hands-981400_960_720Il tema delle pensioni è uno degli argomenti più caldi di questa estate 2016. Tuttavia, non è affatto chiaro in che modo il governo cercherà di accontentare le parti interessate, considerando che se da una parte ci sono buone speranze di esaudire i desideri di una parte della platea di coloro che sono vicini alla pensione, dall’altra parte vi sono evidenti ristrettezze di bilancio che la Ragioneria dello Stato dovrà chiarire.

Ad ogni modo, il piano di flessibilità sulle pensioni è certamente all’attuale studio della cabina di regia economica di Palazzo Chigi guidata dal sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini. Ed è un piano che, almeno allo stato attuale delle cose, poggia la propria credibilità sulla possibilità per gli “over 63” di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 3 anni facendo leva su un prestito pensionistico bancario da restituire a rate mensili in 20 anni dal momento del raggiungimento del requisito di “vecchiaia”.

In merito, la decurtazione dell’assegno rispetto al trattamento pieno verrebbe attutita per le fasce più deboli da apposite detrazioni fiscali. Tuttavia, nulla di certo è stato previsto, e l’impressione che è questa ipotesi debba ancora essere vagliata attentamente prima di poter tirare le somme sulla sua convenienza. Non ci rimane dunque che attendere eventuali novità in tal senso, che non dovrebbero tardare più di qualche mese.

Voi che ne pensate? Ritenete che possa trattarsi di una strada di uscita utile e valorizzabile per il prossimo futuro, o preferite altre manovre più orizzontali e strutturali?

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